Le oltre 5.000 cooperative per l’inserimento lavorativo generano ogni anno quasi 800 mln.di euro.

 

Investire nelle cooperative sociali conviene, non solo per il ritorno economico che sono in grado di generare (quasi il doppio di quanto viene investito), ma anche per il bene che tali cooperative fanno all’intera società.

Si definisce cooperativa una associazione autonoma di persone unite volontariamente per soddisfare le loro aspirazioni e bisogni economici, sociali e culturali comuni attraverso la creazione di un’impresa di proprietà comune e democraticamente controllata.

In particolare, la sottospecie delle cooperative sociali è disciplinata dalla legge 8 novembre 1991, n. 381. Lo scopo da queste perseguite è il raggiungimento dell’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso attività di gestione di servizi socio-sanitari ed educativi (tipo A) e/o attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B). Per il secondo tipo di cooperativa è previsto l’obbligo di inserimento di persone svantaggiate per una percentuale minima del 30% sul totale dei lavoratori. Le cooperative devono operare nell’uno o nell’altro settore, ma non in entrambi, a meno che le attività rientranti nelle aree A e B siano tra loro funzionalmente collegate. Oltre ai soci ordinari e sovventori, è prevista la possibile presenza di soci volontari in numero non superiore alla metà della base sociale.

Nel 2016 le cooperative sociali hanno generato un impatto sociale stimato in 716 milioni di euro, a fronte di poco meno di 374 milioni di euro investiti dagli stakeholders coinvolti, in primis Pubblica amministrazione e le stesse cooperative sociali, con un ratio SROI di 1,92. Ciò significa che per 1 euro investito per l’inserimento lavorativo di un soggetto svantaggiato, sono stati ottenuti risultati in termini di ritorno sociale pari a 1,92 euro.

 

Un importante beneficio per tutta la comunità.

 

 

La cooperazione è un “Piccolo frutto di una grande idea, sbocciata dal cervello di uomini semplici, sotto la pressione del bisogno, come la sintesi giusta di un lungo e sapiente lavoro di osservazione e di esperienza”. Sandro Pertini

 

Dicembre 2017

 

E’ il quadro di come è cambiata l’Italia negli ultimi 15 anni, la mostra Foto/Industria 2017, tra fallimenti, licenziamenti, proteste sindacali, lavoratori sfruttati, laboratori cinesi fuori da ogni regola e lavoro spostato in paesi esteri. Un quadro per molti aspetti triste e per nulla rassicurante, anche in vista del prossimo futuro. Unico elemento positivo, le cooperative, nate magari anche dal raggruppamento di ex lavoratori che hanno fatto il cosiddetto buyout delle aziende in cui lavoravano, facendole rivivere.

Poi, ancora, foto di lavoro minorile nella Napoli degli anni ’70 e del lavoro in Russia nel secolo scorso.

Una mostra per riflettere sui cambiamenti, sulla globalizzazione, sul lavoro minorile e al di fuori di ogni regola, sullo sfruttamento dei lavoratori, sulla loro difficoltà a difendere i loro interessi al giorno d’oggi, sulla rassegnata indifferenza della società e anche, perché no, sul ruolo odierno delle cooperative e delle nuove forme possibili di aggregazione fra le persone, anche per creare il lavoro oggi svanito o per conservarlo.

 

In sostanza, le cooperative rimangono ancora, oggigiorno, uno strumento di grande rilevanza strategica per il mondo del lavoro, dove, tra le altre cose, è inferiore la spersonalizzazione del lavoro stesso e quindi l’alienazione dell’uomo, che è invece dilagante ai tempi d’oggi, fra automazione e disumanizzazione generale del lavoro, caratteristiche aberranti oggi onnipresenti nella nostra società.

 

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Novembre 2017

 A  CURA DEL GRUPPO DI INSERIMENTO DATI DELLA COOPERATIVA.

  Benvenuto in questo sito Viaggiatore del web!

   Siamo un piccolo ma affiatato gruppo di inserimento dati della cooperativa Il Martin Pescatore. Questo articolo, che ci auguriamo sia il primo di una lunga serie, parla dei diversi aspetti delle cooperative sociali in Italia, spaziando dalla legislazione, alle analisi, ai bisogni degli utenti in relazione al territorio.

   Le cooperative sociali sono nate con lo scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini. Questo scopo è perseguito attraverso la gestione di servizi socio-sanitari o educativi e lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all’inserimento lavorativo di presone svantaggiate (L.08/11/1991 n.381).

   Le cooperative sociali di tipo A hanno come mission i servizi alla persona per il suo benessere mentre quelle di tipo B hanno una mission di produttività, cioè attività con dei clienti esterni, utilizzando anche persone svantaggiate. Ci sono inoltre cooperative di tipo misto (A + B) che perseguono entrambe le mission, sia dedicate ai servizi per il benessere della persona, che di attività produttiva.

   La concentrazione maggiore delle cooperative sociali si trova nella regione Emilia Romagna e nelle province autonome di Trento e Bolzano. Queste sono facilmente raggiungibili tramite portali che racchiudono le varie cooperative e permettono una visione globale (www.sogniebisogni.it). Nel resto del nord Italia non vi è questa coordinazione pur essendoci delle zone, come nel milanese, nelle quali possiamo trovare eccellenti esempi di cooperative. Inoltre in Emilia Romagna e nelle province autonome di Trento e Bolzano vi è una sostanziale diffusione delle cooperative A + B.


   Alcune cooperative operano a livello nazionale; avendo molteplici strutture sparse in un ampio territorio che comprende sia il nord che il centro Italia, riescono a differenziare l’offerta dei servizi in base alle esigenze dei territori. Le cooperative sociali si occupano di un intervento mirato basato sulle esigenze del singolo utente; convenzionalmente si parte dalla visione che la vita è composta da tre 3 assi portanti - lavoro, abitare e socialità - per poi sondare quali siano le specifiche esigenze dell’utente (Budget di Salute).

   Le mission variano in base ai diversi settori nei quali dovranno essere sviluppate quindi, al variare della cooperativa sociale e dell’ambiente in cui si lavora, varia il sottoinsieme delle mission da portare avanti.

  Esempi di mission sono: favorire l'inclusione nella rete sociale - favorire la costruzione e il riconoscimento di un'identità attraverso il ruolo professionale - occuparsi dei servizi alla persona impiegando anche persone svantaggiate in attività di inserimento lavorativo - sviluppare le competenze professionali del lavoratore; - garantire continuità occupazionale.

   Sono numerose anche le mission di servizio non occupazionale che forniscono servizi territoriali, diurni e residenziali per anziani, disabili in età adulta. Per le categorie aventi bisogno, i servizi vengono ulteriormente personalizzati in funzione dell’età dell’utente e delle specifiche problematiche - assistenza domiciliare: infermieristica, riabilitativa. - Gestire servizi diurni di trasporto e attività ricreative (centri diurni).

   Vi sono anche mission (soprattutto nel sud Italia) in cui è cardine la diffusione del significato e dell’importanza della cooperativa sociale poiché risultano realtà poco diffuse.

   In base alla nostra esperienza personale abbiamo trovato al Martin Pescatore una “seconda famiglia”: un ambiente tranquillo e sereno nel quale riuscire a trovare una sorta di pace interiore che ci permette di affrontare le difficoltà quotidiane; educatori gentili e disponibili nei nostri confronti; … e tanti colleghi tirocinanti simpatici, alcuni dei quali sono diventati grandi amici. In generale pensiamo che le cooperative sociali siano la risposta ad una serie di problematiche che per troppo tempo sono state trascurate o, addirittura, ignorate. Non solo siamo felici che siano nate, ma pensiamo che diverranno indispensabili in un prossimo futuro.


   E PER FINIRE…  per realizzare questo articolo abbiamo visionato le mission di diverse cooperative sociali locali e nazionali.

 

 

La Cooperativa Sociale Il Martin Pescatore, attraverso il ritiro e il recupero di beni dismessi e la conseguente rigenerazione nel proprio laboratorio di restauro,m mira a promuovere nuove possibilità di inserimento lavorativo rivolte a persone svantaggiate.

La presenza di tecnici restauratori professionisti e la fantasia di tutte le persone coinvolte contribuiscono alla creazione di un ambiente unico e stimolante in grado di proporre anche pezzi di arredo unici.

PASSATE A TROVARCI !!!

QUI la gallery delle ultime creazioni.

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