E’ il quadro di come è cambiata l’Italia negli ultimi 15 anni, la mostra Foto/Industria 2017, tra fallimenti, licenziamenti, proteste sindacali, lavoratori sfruttati, laboratori cinesi fuori da ogni regola e lavoro spostato in paesi esteri. Un quadro per molti aspetti triste e per nulla rassicurante, anche in vista del prossimo futuro. Unico elemento positivo, le cooperative, nate magari anche dal raggruppamento di ex lavoratori che hanno fatto il cosiddetto buyout delle aziende in cui lavoravano, facendole rivivere.

Poi, ancora, foto di lavoro minorile nella Napoli degli anni ’70 e del lavoro in Russia nel secolo scorso.

Una mostra per riflettere sui cambiamenti, sulla globalizzazione, sul lavoro minorile e al di fuori di ogni regola, sullo sfruttamento dei lavoratori, sulla loro difficoltà a difendere i loro interessi al giorno d’oggi, sulla rassegnata indifferenza della società e anche, perché no, sul ruolo odierno delle cooperative e delle nuove forme possibili di aggregazione fra le persone, anche per creare il lavoro oggi svanito o per conservarlo.

 

In sostanza, le cooperative rimangono ancora, oggigiorno, uno strumento di grande rilevanza strategica per il mondo del lavoro, dove, tra le altre cose, è inferiore la spersonalizzazione del lavoro stesso e quindi l’alienazione dell’uomo, che è invece dilagante ai tempi d’oggi, fra automazione e disumanizzazione generale del lavoro, caratteristiche aberranti oggi onnipresenti nella nostra società.

 

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Novembre 2017